YASUO SUMI SPECIAL WORKS – GUTAI IN MOSTRA

LOCANDINA SUMI SPECIAL WORKS

 

GUTAI FRA PASSATO E PRESENTE.

L’Italia è il paese dove il gruppo Gutai storicamente approda per la prima volta in Europa. Nell’aprile del 1959 una mostra dal titolo significativo “Arte Nuova” al “Centro Arti Figurative” del Circolo degli Artisti e presieduta da un comitato di cui fanno parte Michel Tapié, Luciano Pistoni, Angelo Dragone e Coichi Tominaga, presenta i maggiori esponenti del Gruppo Gutai: Yoshihara (leader del gruppo), Kanajama, Masanobu, Murakami, Motonaga, Shimamoto, Shiraga,  Sumi, Tanaka.

Il secondo conflitto mondiale lascia dietro di sé un mondo sconvolto e allibito, popolato da sopravvissuti all’inutile orrore post-atomico che gridano all’unisono: libertà.

Esistere genera passioni, tensioni, disagi, l’arte li esprime nel modo più libero, spontaneo e violento possibile, al di fuori di qualsiasi schema precostituito e contro ogni regola acclarata. L’opera, svuotata di qualsiasi residuo valore formale, si esaurisce con l’atto creativo e mette a nudo l’intenso valore espressivo di un grezzo supporto irregolare o di una materia cromatica densa, che diventano testimonianza di vita. L’evento artistico invade la quotidianità, l’incrocio di generi muove pittura, calligrafismo, performance, opere teatrali, improvvisazioni, “l’avanguardia sotto il cielo” (fondata nel 1954 da Jiro Yoschihara ad Osaka) risponde alla comune necessità del superamento degli sbarramenti della tela, con l’azione performativa e la violenza del caso. Gutai, cioè materializzato, attua una radicalizzazione del sentire, immediata, urgente, non compromissoria, pittura = azione. È un’arte insofferente dei limiti che nasce non come modalità di espressione di istanze ed impulsi soggettivi, ma quale “atto in sé”.

Ad un paesaggio brutalizzato dalla deflagrazione atomica, foriera di uno sviluppo a marce forzate fatto di accelerazioni ad alta tecnologia e speculazioni fluttuanti, sfruttamento e degrado industriale, artisti come Shozo Shimamoto, Yasuo Sumi e altri del Gruppo Gutai oppongono lo sfregio, lo spazio, il quadro, la pietra, la macchina bellica, i passi, una pittura al servizio dei suoi stessi materiali, tesa alla valorizzazione delle loro qualità intrinseche.

Questi artisti sono tra i più significativi esponenti di quella rivoluzione artistica che nel dopoguerra si esprime negli USA attraverso l’opera di Pollock e John Cage, in Europa attraverso quella di Lucio Fontana: “pittura azione” dunque, e già importanti confronti sono stati fatti tra i percorsi di queste quattro cruciali figure che si muovevano simultaneamente nel complesso orizzonte postbellico, giungendo, attraverso percorsi autonomi e diversi, alla necessità condivisa di poter superare il limite, lo “sbarramento” della tela quale tradizionale supporto dell’opera d’arte pittoricamente intesa, attraverso l’azione performativa quindi, ed anche la violenza, la casualità, il gesto accidentale agite sul  medium e sul supporto.

Esponente di spicco del magmatico movimento Gutai, Shimamoto in particolare lo supera negli anni ’70 fino a giungere a una visione totalizzante dell’uomo-artista: performance, body art, attitudine poetica, mail art, lavoro sociale, impegno pacifista, lungi però dall’assumere un ruolo di mostro sacro dell’Avanguardia (che pure ricopre oggettivamente nel panorama mondiale).

“…come una linea priva di spessore non esiste, un colore senza materia non si concretizza. Io credo che la prima cosa da fare sia liberare il colore dal pennello”.Shozo Shimamoto.

In YASUO SUMI – SPECIAL WORKS si potranno ammirare (tra le altre):


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